4 Dicembre 2021, 08:21

Parte dalla patria dei santi Nilo e Bartolomeo il rilancio del dialogo ecumenico

A fare da sfondo, la presentazione del libro di Domenico Campana “Il Monaco e l’Ebreo. Nella Magna Grecia bizantina agli albori dell’Umanesimo”, edito da conSenso publishing, nel chiostro del Museo Diocesano e del Codex, alla presenza di tre Vescovi, mons. Maurizio Aloise, che guida l’Arcidiocesi di Rossano-Cariati, mons. Donato Oliverio, Eparca di Lungro, e mons. Luigi Renzo, vescovo emerito di Mileto-Nicotera-Tropea.

E’ stato proprio mons. Aloise, nel suo messaggio ai fedeli dopo la sua elezione alla guida dell’Arcidiocesi di Rossano-Cariati, a fare riferimento ad una «rilanciata esigenza di dialogo ecumenico con il mondo ortodosso bizantino, come sollecitato da Papa Francesco» nonché al richiamo ad «una collaborazione, in questo senso, con la confinante Eparchia greca di Lungro, perla bizantina in Calabria» che «potrà significare certamente per noi un’ottima spinta anche nella prospettiva ecumenica». Dare linfa al dialogo con il mondo ortodosso significa, rafforzare il canale dell’ecumenismo: a partecipare al confronto sul libro di Campana – che approfondisce un contesto culturale e religioso nel quale operano due personaggi, San Nilo, monaco italo-greco e Donnolo, ebreo, medico e filosofo – sarà anche Virgilio Avato, ecumenista e delegato dell’assemblea interparlamentare ortodossa per i rapporti con le istituzioni cattoliche, il quale ricorda la recente assemblea generale dell’Interparliamentary Assembly on Ortodhoxie (IAO) che si è svolta a Creta con la partecipazione, per la prima volta, dell’International Catholic Legislators Network, la rete di parlamentari cattolici di tutto il mondo nata nel 2010. Avato, nel sottolineare le conclusioni dell’assemblea generale, ha ricordato che le due associazioni «di comune accordo, hanno concordato di proporre alle rispettive Chiese la celebrazione della Pasqua nello stesso giorno e di dichiarare il Monastero greco di Grottaferrata, simbolo della Chiesa indivisa del primo Millennio».

Un invito a riflettere ‘al tempo presente’ sul significato del dialogo interreligioso, presupposto ed essenza dell’ecumenismo, è Mons. Luigi Renzo, che ha scritto la prefazione al libro di Campana.

«In una fase storica come la nostra in cui il dialogo interreligioso ha allargato gli orizzonti conoscitivi ed interattivi – scrive infatti mons. Renzo – il recupero e la riproposta dell’esperienza di dialogo anticonformista» tra San Nilo ed il medico, filosofo Donnolo è emblematica soprattutto per il periodo storico in cu si sviluppa. Ma i profeti, e tali dobbiamo ritenere S. Nilo e Donnolo, sanno prevenire i tempi e le stagioni». Donnolo rappresenta la cultura ebraica plurale – sottolinea mons. Renzo – che si sa allargare al pensiero neoplatonico, alla scienza dell’astrologia, al simbolismo dei numeri, ingredienti questi a cui nemmeno S. Nilo sa rinunciare, provando a dialogare proprio con l’ebreo, a cui chiede spesso in prestito dei libri. Il Rossanese da giovane sembra assorbirne abbastanza il fascino fino a quando, a 30 anni, decide di tagliare con tutti e di allontanarsi dalla città per dedicarsi alla vita monastica, senza per questo rinunciare al suo mondo, vedi l’esercizio dell’arte calligrafica che lui continuerà a praticare insegnandola anche ai suoi monaci».

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