HomeCulturaLa storia feudale della Sila Greca calabrese nel nuovo libro di Carlino

La storia feudale della Sila Greca calabrese nel nuovo libro di Carlino

Il volume, per i tipi della conSenso publishing, dedicato al compianto Giuseppe Savoia, giornalista de il Quotidiano del Sud scomparso prematuramente qualche anno fa, si avvale della Prefazione del prof. Francesco Filareto, storico e saggista che così afferma: «Un nuovo libro è sempre un importante evento culturale e sociale, una testimonianza di amore, di coraggio, di reattività di condivisione, in un comprensorio e in una Comunità che, da alcuni anni, stanno vivendo momenti difficili.

Entro la cornice pesante della mancata soluzione della “Questione Meridionale” post-unitaria (1861), il territorio narrato da Franco Emilio Carlino, ossia l’area vasta della “Sila Greca”, che è parte essenziale della “Calabria del Nord-Est”, soffre di specifiche patologie: la subordinazione agli interessi economici e politici del centralismo provinciale cosentino e regionale, gli scippi di servizi essenziali alla persona (dalla sanità al tribunale a uffici pubblici alla viabilità, ai trasporti), l’estrema debolezza delle infrastrutture e della logistica (viarie, ferroviarie, aeree, portuali), la percezione diffusa che questo comprensorio e senza futuro, la quale sta alimentando la fuga e l’esodo inarrestabili di giovani talenti con la conseguente perdita del più grande capitale prodotto dalla nostra terra, quello umano, dell’intelligenza, delle competenze.

Al “non c’è niente da fare”, allo “spirito di rinuncia”, allo “sterile vittimistico paranoico”, al “fatalismo rassegnato e negativo” dei malcontenti indifferenti, sempre pronti al lamento e sempre pronti a non fare nulla, perciò inutili a se stessi e agli altri, il Nostro, con questo libro e con gli altri precedenti, da Calabrese dell’ “Antropologia del restare” (il “Paramenein”, “Παραμένειν”) tra la propria gente e la propria terra, oppone la sua testimonianza di resistenza e reattività, resa credibile dall’essere Egli un ricercatore infaticabile, tenace, scrupoloso, di servizio e di donazione disinteressati».

L’Autore mandatoriccese-rossanese, non è nuovo a questo tipo di ricerca, poiché già gode di altre affermazioni con altri testi riguardanti la storia locale e genealogica del nostro territorio. Socio corrispondente della prestigiosa Accademia Cosentina di Parrasio, Telesio e Sertorio Quattromani, Socio della Deputazione di Storia Patria per la Calabria e componente del Comitato Scientifico dell’Università Popolare di Rossano, già qualche anno fa con la stessa casa Editrice diede alle stampe un volume dal titolo Itinerari storici, artistici e archeologici di Rossano e Circondario, 2018. Libro attraverso il quale avviò uno studio parziale della “Sila Greca”, ritenendola da sempre, come lo stesso scrive “un territorio vanta e conserva un retaggio artistico, architettonico, archeologico e ambientale di tutto rispetto”.

Il prefatore, continuando nella sua minuziosa analisi del libro di Carlino scrive che «I libri e segnatamente questo libro sono e continuano ad essere strumenti del “non darsi per vinto”, del non assecondare la deriva dei lagnosi profeti di sventura, di fare la propria parte e lasciare “segni” per cambiare e rinnovare. I libri e segnatamente questo libro sono atti d’amore verso chi ci ha preceduti e preparati, verso chi ci ha dato il bene più grande che e la nostra vita, atti di riconoscimento e di riconoscenza, atti di restituzione, perché promuovono la conoscenza. La conoscenza per gli uomini di oggi e di domani. E la conoscenza è il fondamento della nostra “vision” dell’esistenza umana e del mondo, del “chi siamo”, del “da dove veniamo” e del “dove vogliamo andare”. La conoscenza e la prima risposta alle domande esistenziali del “senso della vita” e del “personale progetto di vita”. La conoscenza e la premessa per amare, per restare o per ritornare. La conoscenza e il fondamento del senso civico, del sentirsi parte importante della propria Comunità di appartenenza. E questo libro […] assolve i compiti di ogni buon libro».

L’ultima fatica narrativa e storiografica di Carlino (ma siamo certi che non sarà l’ultima), come ci ricorda ancora il Prefatore, si muove nelle novità e nel solco già tracciati negli ultimi decenni dal medesimo Carlino e da altri Autori.

«Anche la presente opera, “La Sila Greca tra Storia e Feudalità” (edita da conSenso publishing), innova metodologicamente; essa, infatti, evita, per un verso, l’impostazione rigidamente localistica e, per l’altro verso, quella generica generalista. Viceversa, privilegia la centralità dell'”Area vasta” del territorio meridionale della “Calabria del Nord-Est”, che comprende quattordici tra borghi, paesi e città (Bocchigliero, Calopezzati, Caloveto, Campana, Cariati, la citta nuova di Corigliano-Rossano, Cropalati, Crosia, Longobucco, Mandatoriccio, Paludi, Pietrapaola, Scala Coeli, Terravecchia). Ogni centro urbano e raccontato con i suoi marcatori identitari, i suoi attrattori, la sua storia, la sua economia, il suo assetto sociale, la sua classe dirigente, insomma e inquadrato come Municipalità originale e inconfondibile. E nel contempo ogni borgo o paese o città è il tassello importante di un grande Sistema musivo territoriale, la “Sila Greca”, una componente essenziale di una struttura olistica di area vasta comprensoriale, un segmento che concorre a costituire una linea, un frammento di un insieme plurale e unitario, tante tesi e antitesi che procedono dialetticamente verso la sintesi, superativa e conservativa dei singoli apporti.

Il libro è un’ampia e circostanziata analisi di questo complesso territorio, una radiografia precisa e puntuale, una banca dati e un collage di informazioni, dai quali lo storico non può prescindere, ma non possono prescindere quanti vivono in questa area vasta calabrese e intendono servirla con la presenza vigile e l’impegno professionale o imprenditoriale o politico o istituzionale. Per conoscere il “qui ed ora” (“hic et nunc”) bisogna recuperare, -continua ancora Filareto- la memoria delle nostre radici, perché “la memoria è il presente del passato” (Sant’Agostino, Umberto Eco) e – aggiungo – e anche e soprattutto il fondamento del futuro».

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