Prestigiosa partnership per la valorizzazione dell’agroalimentare in Calabria

Il 2021 inizia con una nuova opportunità per la Calabria. Grazie ad IGEA srl la nostra regione sarà il punto di riferimento di CSQA in tutto il Mezzogiorno per le certificazioni in ambito volontario nel settore alimentare. Una scelta di certo non casuale, viste le competenze di IGEA srl, importante comunità di professionisti con decennale esperienza nello sviluppo dell’agricoltura biologica che, oggi, grazie a questa partnership, estende il proprio raggio di azione, offrendo servizi e consulenze integrate. La società coinvolge 22 tecnici e specialisti del settore agroalimentare, forestale e ambientale, affiancando migliaia di imprenditori e aziende nell’orientamento, controllo e certificazione del settore.

Più che un’impresa,” dichiara Maurizio Agostino, “ci sentiamo una libera comunità di professionisti, che con una propria visione collettiva interpreta il territorio e le esigenze delle imprese che lo vivono e per mettere loro a disposizione strumenti e metodi per accrescere il valore economico, ambientale, salutistico e sociale delle loro produzioni. Con questa esperienza e queste motivazioni affrontiamo un rinnovato impegno di cooperazione con CSQA, per sviluppare ulteriori sevizi avanzati ed integrati, di prossimità agli operatori del mezzogiorno che credono nello sviluppo sostenibile e solidale del territorio”.

“Siamo felici di aprire la nostra nuova sede CSQA in Calabria, dodicesima in Italia”, dichiara Pietro Bonato, AD e Direttore Generale CSQA. “Grazie a questa partnership sinergica con IGEA rafforziamo la nostra presenza sul territorio a fianco delle aziende, con una realtà di professionisti qualificati e apprezzati dai clienti”.

CSQA è Organismo di certificazione leader nel settore agroalimentare che svolge attività di certificazione, assessment e formazione, attivo nei settori dell’Agroalimentare e Packaging, dei Beni di Consumo, della Ristorazione, dei Servizi Tecnici e Professionali, Information Technology, Biologico, Sostenibilità, Foreste, Legno & Carta, Servizi alla Persona e della Pubblica Amministrazione. Il quadro completo degli schemi di certificazione applicabili può essere visionato in: https://www.csqa.it/CSQA/Norme

Contattando IGEA (0983 267215) è possibile richiedere informazioni e accedere ai tanti servizi tra cui le certificazioni biologiche secondo il REG. (CE) 834/07, IFOAM, Naturland, Biosuisse, Natrue, KRAV, Bioecocosmesi, NOP, JAS e Biolco Detergenza.

Al via le attività di Smartivity

“Un territorio, una città, possono definirsi intelligenti (Smartcity & Smartland) se sono tecnologici e interconnessi, puliti, attrattivi culturalmente e turisticamente, rassicuranti, protetti, efficienti, aperti, collaborativi, creativi, digitali e green.”

Questo il tema generale affrontato nella prima riunione operativa di Smartivity, al quale si sono aggiunte Oriana Falbo, ingegnere con esperienza pluriennale nel settore trasporti, soprattutto all’estero e project Manager di vari progetti nazionali ed internazionali, e Franca C. Papparella, docente Unical, esperta di Archeologia Cristiana e Medievale, con all’attivo numerosi saggi di ricerca in vari siti della Calabria e all’estero.

Nell’ottica di candidare la Piana di Sibari a prima Smartland italiana – mediante un progetto pilota che coinvolga stakeholders pubblici e privati – il gruppo ha focalizzato la propria proposta di pianificazione strategica su 9 ambiti di intervento che puntano a dotare il territorio di infrastrutture capaci di valorizzare, in chiave sostenibile e innovativa, le risorse materiali e immateriali ivi presenti: Cittadinanza, Sviluppo, Energia, Mobilità, Economia, Identità, Saperi, Risorse, Paesaggio.

Accanto alla smart city ed alla smart land, sistema integrato ed efficiente di infrastrutture tecnologiche e servizi innovativi, con una “visione di sistema”, regionale, nazionale ed internazionale, si innesta la smart community mettendo in evidenza le relazioni che si instaurano con i cittadini, non solo in quanto utenti finali delle dotazioni e dei servizi della città, ma come protagonisti attivi della vita e dei servizi cittadini. La smart community è il luogo in cui è possibile implementare processi e servizi inclusivi, partecipativi, democratici e personalizzabili.

A tal proposito si è discusso delle modalità di interazione con i cittadini, elementi baricentrici dello sviluppo, che saranno rilevantinella discussione sui progetti, sulle idee e sulle visioni elaborate dal core team di Smartivity che potrà proporre idee e progetti da implementare sulla piattaforma de laCittanuova (pagine web e social). Il concetto di base è che Smartivity, nella sua attività propositiva, svilupperà dei “concept” aperti e strutturati, che non si limiteranno alla semplice enunciazione di idee, ma saranno sviluppati nelle loro linee guida, per essere poi discussi con i cittadini e gli attori istituzionali del territorio nelle forme di webinar, forum, incontri, tavole rotonde, consulte.

I progetti che il team condividerà con il territorio, già avviati o sul punto di partire, sono:

  • Ricerca Falde Acquifere/Ottimizzazione, Monitoraggio e Controllo Reti Idriche
  • Agricoltura di Precisione e Colture Innovative
  • Contratti di Fiume
  • Parchi energetici
  • Valorizzazione dei beni comuni, culturali e ambientali
  • Rapporti di Terza Missione con Spin-off e Start-up innovative
  • Trasporti Pubblici Locali e gestione intermodale
  • Gestione integrata dei rifiuti

In programma c’è anche un webinar per proporre un nuovo patto territoriale di sviluppo in cui coinvolgere cittadini, imprese, e istituzioni pubbliche e private.

Genius Loci: Come risarcire la terra di bellezza

Nell’antichità, soprattutto nei culti riguardanti la religione romana, per Genius Loci si intendeva un’entità naturale e soprannaturale, una divinità protettrice legata a un particolare luogo. Ciascun luogo, dunque, si trattasse di una fonte, un bosco, un fiume, una collina o una casa, aveva una divinità secondaria che lo tutelava e proteggeva. In questo modo si riconosceva ai luoghi uno status analogo a quello degli esseri umani, da rispettare in quanto tale.

La parola Genius deriva dal verbo latino “gignere” che significa letteralmente “creare, generare”, utilizzata per identificare la forza creatrice dell’uomo.

Con il passare del tempo, tuttavia, il concetto acquistò un maggior valore: il Genius si trovava ovunque, si percepiva la presenza di un’entità che proteggeva il luogo. Il Genius Loci possedeva, quindi, questa particolare forza che doveva essere prudentemente rispettata e capita per meglio conviverci. Riguardava la forma e i contenuti della casa, che dovevano essere rispettosi dell’ambiente, dei corsi d’acqua circostanti, dalle strutture di sostegno ai materiali utilizzati. La connessione con l’ambiente doveva realizzarsi in senso olistico rispettoso e della biodiversità e dell’uomo.

In natura il “Genius Loci” cerca di mantenere un equilibrio congeniale tra acqua, vento, vegetazione, edifici, etc. Al contrario, viene irritato se le caratteristiche e l’armonia di un luogo specifico sono modificate da azione o gesti che sono al di fuori della sua natura.”

Con il tempo e con la cultura moderna e globalizzata si tende sempre più ad ignorare o superare il concetto di Genius Loci, per standardizzare ed uniformare non solo la cultura e le tradizioni ma anche le tecnologie, le abitudini alimentari e gli stili di vita; ma è davvero un bene?

Si trasformano i luoghi in generici “spazi”, annullando e distruggendo la loro identità, banalizzandola. E ciò ha portato alla progressiva scomparsa della cultura della bellezza, dell’ambiente naturale, della diversità paesaggistiche e stagionali.

Conoscere i luoghi diventa dunque di vitale importanza.

Avete mai provato a interrogare un luogo? Non è facile quanto applicare una formula. Un luogo ha mille sfaccettature, che non si trovano nei libri. Un luogo ha mille informazioni da dare, nessuna delle quali può essere ignorata. Un luogo ha dei protagonisti, le cui voci vanno ascoltate.

La globalizzazione e la (mala) urbanistica hanno ridefinito lo spazio pubblico e naturale, e con esso anche il vivere collettivo. In questo percorso, apparentemente inesorabile, l’Italia rurale è in via d’estinzione, e con essa si perdono anche la cultura del dono, il patrimonio storico e culturale, l’integrità del paesaggio; e si perde anche la cura del suolo e delle piantagioni, e così via. La disgregazione di questo tessuto sociale è una perdita non indifferente nella nostra complessa identità nazionale e regionale.

Nell’epoca moderna, Genius Loci è anche un’espressione adottata in ambito architettonico per individuare e sviluppare una forma di approccio sostenibile e rispettoso non solo dell’ambiente ma anche di tutti quei caratteri (socioculturali, comunicativi, architettonici, comportamentali) che contraddistinguono un luogo, una città e non solo.

Vi è una forte necessità, quindi, di riscoprire il concetto di Genius Loci non solo in termini architettonici ma anche umani, reimparando ad abitare un luogo, a viverlo e a visitarlo.

Tale riscoperta va intesa come un risarcimento simbolico della bellezza mediterranea che la nostra terra si merita. Bisognerebbe, dunque, iniziare un cammino a ritroso per verificare quanto la terra ha ancora da offrirci nell’epoca odierna, lacerata dalla globalizzazione economica e tradizionale. Un cammino ricco di consapevolezza e rispetto della potenzialità ambientali, senza dover imporre il nostro ingannevole predominio.

“Che chi esplora la natura lasci i fenomeni originari nella loro pace eterna e nel loro eterno splendore” Wolfgang Goethe

L’Anima della Calabria

Per restituire alle genti l’essenza dell’anima di un luogo devi prima riuscire a percepirla. Essa si disvela solcando la terra a “piedi nudi”, compenetrandola, in un percorso quasi mistico che ti conduce pian piano a scoprirla. E per farlo occorre tempo. Non bastano solo pochi giorni. Bisognerebbe librarsi in un viaggio senza tempo nella nostra Calabria per essere “travolti” senza ritegno dalla sua bellezza e dal suo fascino.
Ritrovarsi nelle sue strade è come perdersi in un tempo antico. Catapultati come d’incanto nel mondo Ellenico, per poi lasciarsi avviluppare dall’universo Bizantino e Normanno, le cui tracce architettoniche e culturali hanno impregnato profondamente la nostra Storia. Correre a perdifiato su di essa mentre Il vento sferza carezzevole i nostri visi con il suo dolce tepore, impregnando le nostre anime di ancestrali vibrazioni. Quelle riverberate dalle genti che lì hanno vissuto nel corso dei secoli fino ai giorni nostri.
Percepire gli odori che inebriano le nostre narici per dare corpo e sostanza a meravigliose visioni, rendendole vive. L’odore del mare e la salsedine che impregna la nostra pelle, mentre gli esaltanti profumi di gelsomini che si amalgamano con quello delle zagare, degli ulivi e degli oleandri, cullandoci verso il mare della serenità. Distese di pini e fichi d’India, di eucalipti e agavi, che scolpiscono le linee di forza di una terra arcaica baciata dal sole.
Gustare sapori antichi, a loro volta generati da fiori e piante che costellano le colline e i pianori della costa, o provenienti da questo mare incantato. Sorseggiare un inebriante succo al bergamotto, assaggiare delle squisite zeppole o del fresco latte di mandorla, assaporare una squisita granita di gelsi o alla pesca. Gustare del pesce appena pescato insieme al vino che raccoglie tutti i profumi, le essenze e l’atmosfera di questa terra incantata fatta di processioni in mare al tramonto e di sapori provenienti dal passato.
Un viaggio sensoriale, un’esaltazione di immagini, suoni, odori, colori e sapori che la contraddistinguono, che non può non essere nutrito anche da incontri e storie. Incrociare sguardi, stringere mani ed ascoltare storie di vita, d’amore, di passione infinita per questa terra e per il mare che la lambisce.
Al viaggiatore che abbia desiderio di esplorare la nostra terra dobbiamo proporre le nostre unicità, la nostra Anima.
E sono i Borghi Calabresi la vera Anima della nostra terra, abbarbicati “disperatamente” sulle pendici delle nostre sinuose ed a volte aspre colline.
Il nostro tesoro nascosto e dimenticato sono le montagne e le colline, abbandonate dalla fuga verso la costa.
È lì che possiamo ritrovare le nostre radici. E se proprio vogliamo fare un tuffo nel passato andiamo a disvelare quelle tradizioni tipiche del nostro territorio e far sì che il viaggiatore sia partecipe di questi eventi. Nei vecchi frantoi durante la molitura delle olive, a mietere il grano con le falci, a vendemmiare con i vignaioli, raccogliere con le nostri mani le clementine, e magari anche farle trasportare dall’asino. Il che non vuol dire che noi vogliamo produrre olio e clementine con questi metodi, sarebbe antieconomico per la nostra competitività in agricoltura. Ma far rivivere queste sensazioni al viaggiatore sarebbe un affascinante motivo di attrazione. È lì che riscopriamo la “lentezza” che è l’antidoto alla frenesia delle nostre città moderne dove l’imperativo è solo una “folle corsa verso il nulla”. Poi la sera scendere in strada e dialogare con l’anziana signora che ci parla dei “maccarruni” o del pane fatto in casa, per finire in trattoria a gustare con gioia un corposo bicchiere di vino rosso.
Sì, perché se si decide di fare una vacanza in Calabria siate certi che non sarà solo una struttura ricettiva ad ospitarvi, ma sarà l’intero paese ad accogliervi. Qui si entra nelle case, si sta con le persone, si parla e soprattutto si mangia con loro, con dolcezza e passione…ma molto lentamente. Mente tutto intorno scorre: le cucine in piena attività, i contadini che raccolgono le olive, le massaie che stendono i pomodori al sole a seccare, i vignaioli che vendemmiano, gli anziani che raccontano le storie di mare, mentre i bagnanti si rilassano al sole.
E non solo in estate. Provate a vivere la Calabria nel periodo della Settimana Santa con le suggestive rievocazioni della Passione di Cristo che invadono un po’ tutti i nostri borghi. Oppure durante le numerose feste di paese, organizzate in autunno e anche in inverno, dove nei borghi si riversa una fiumana di gente. Le strade sono invase dalla musica e, ancora una volta, dal profumo del cibo. Si va di catojo in catojo, dove sin dall’antichità le famiglie conservavano le proprie vivande, degustando vino e prodotti tipici e raccontarsi storie di vita e di speranza.
Concludo con una delle piu’ belle descrizioni della nostra terra, donataci da Nunzio Scalercio
“La Calabria è come una donna, la donna che ami. Non è solo quello che vedi.
Quando lo sguardo degli altri si sofferma alla superficie tu invece sai che c’è molto altro, troppo di più. I tuoi occhi l’hanno vista nuda e vestita. Ne conosci le ombre e i riflessi di luce.
Solo tu che la puoi maledire ed amare, sai che nessuno può descriverla in tutto o anche in parte, per quanto ci provi, per quanto si sforzi con le migliori intenzioni senza tralasciare troppi particolari indispensabili, troppi dettagli unici.
Nemmeno tu.
Forse solo un poeta.”

Dalle promesse al sogno, il futuro passa da qui.

La suggestione del Natale appena trascorso, credo che abbia favorito, in questa nostra pur travagliata condizione, la diffusione di un clima, per usare un termine molto caro ai bambini, quasi magico, che, per un po’, ci ha consentito di mettere da parte i drammi del presente, per vivere, insieme ai nostri cari, momenti di gioia e di ritrovata serenità.
Un clima che abbiamo tanto desiderato e che, considerata la perdurante situazione di contagio, continueremo a cercare.
Ma, forse, c’è qualcosa che dovremmo conservare di queste feste, che stanno ormai volgendo al termine, ed è proprio la speranza e la possibilità che qualcosa di davvero straordinario possa accadere, da qui a breve, in questo disastrato mondo. E perché ciò si verifichi davvero, c’è bisogno di tanta bontà, di tanta generosità, e di tanta attenzione verso quanto ci accade attorno.
C’è bisogno di tornare a sognare una società più giusta, un mondo nel quale la fraternità, la pace, e la cooperazione diventino motore di progresso. C’è bisogno di creare nuove prospettive di vita e di lavoro, soprattutto per i più giovani che, nel frattempo, nonostante i sacrifici delle famiglie e le loro acquisite competenze, sono stati confinati nel limbo degli esclusi e dei “nuovi” migranti. C’è bisogno di offrire loro più che trafile o promesse, che sarebbero comunque vincolate a forme di clientelismo e a meccanismi poco dignitosi, la suggestione del sogno, che faccia prefigurare un futuro possibile e libero dai lacciuoli del presente.
Questo scritto non vuole essere uno dei tanti inutili attacchi alla politica, tanto non servirebbe a nulla, considerate le tantissime orecchie da mercanti che la abitano, ma una provocazione e un invito a volare alto, a tornare a sognare, ad immaginare un mondo più giusto, più onesto, svincolato dalle perverse e deprimenti strettoie del presente.
C’è bisogno di andare oltre quei limiti che artatamente sono stati costruiti proprio perché questa società continui ad essere periferia di quel mondo di cui fanno parte solo coloro che ne detengono le redini.
Il fatto che, tra qualche giorno, arriverà la befana, chissà, qualche bella idea, qualche bel progetto da vivere come un sogno potremmo anche regalarcelo, per uscire dal guado delle acque stagnanti e dalla rassegnazione.
Se la società, in questi ultimi tempi, fa fatica a ritrovare se stessa, e a spiccare il volo, è anche perché ha preferito concentrarsi solo sulle cose concrete, smettendo di sognare!

Smartivity, un gruppo di tecnici, professionisti e accademici di livello internazionale

Fondata nel 2012 si propone di condividere – con cittadini, attività produttive, spin-off universitari e start-up innovative – progetti sostenibili all’insegna dello sviluppo dei territori tramite modelli di innovazione sociale, economia circolare, smart-innovation, miglioramento generale della qualità della vita.

SMARTIVITY nasce 8 anni fa in occasione della presentazione di un progetto di innovazione sociale e di social-village da inquadrare nella Strategia S3 Smart Calabria (http://calabriaeuropa.regione.calabria.it/website/s3/). Fondata da Giuseppe F. Zangaro (https://www.linkedin.com/in/zangarogiuseppefrancesco/) e Marco Lanzafame (https://www.linkedin.com/in/marco-lanzafame-72b9283/?originalSubdomain=it) nel corso degli anni ha partecipato a numerosi progetti pubblici e privati, nazionali e internazionali, conseguendo importanti risultati che oggi costituiscono un patrimonio inestimabile di relazioni e collaborazioni.

Grazie allo “spirito di gruppo” e all’affiatamento dei vari professionisti e accademici coinvolti, oggi si è deciso di costituire formalmente un team con l’intento di elaborare nuovi progetti che potrebbero diventare modelli di sviluppo per il Mezzogiorno d’Italia.

Clicca e scopri il core-team Smartivity…

Apriamo i cantieri per costruire una nuova umanità

Era il 20 dicembre 2019. In viaggio verso la nostra terra. Colmo di speranza e di passione. Segnali importanti erano arrivati, rivelatosi pero’ illusori. Emanati da effimeri fuochi di paglia. Presagi pero’ di un ritorno, per donare, per restituire alla mia terra tutto ciò che ho appreso nei miei viaggi e con il mio lavoro nei quattro angoli del mondo. Il Destino pero’ mi ha sussurrato che prima di tornare dovevo concludere degnamente ciò che avevo iniziato in Oriente, ma nel contempo progettare visioni e futuro per la nostra Calabria.
E questi semi lanciati in pieno inverno hanno fatto fiorire un campo che ci auguriamo, tra noi fondatori, possa portare ottimi frutti alla nostra terra. In questi mesi del 2020 abbiamo arato il terreno, ci siamo confrontati, abbiamo elaborato progetti, condiviso idee. Ed ora siamo pronti a far sorgere “laCittanuova”. Un progetto di democrazia diretta e processi partecipativi per il Buon Governo. Una Fusione di Idee, Progetti, Visioni, tra chi vive nella nostra terra ed i Coriglianesi Rossanesi della “diaspora”, dall’America alla Gran Bretagna, dall’Africa all’Oriente.
Non dubitare mai che un piccolo gruppo di cittadini responsabili possa cambiare il mondo. È invece l’unico modo in cui ciò è sempre accaduto (Margaret Mead)
Non e’ un partito, non e’ un movimento che diventera’ lista elettorale, bensi una piattaforma aperta, in maniera “orizzontale” a tutti i cittadini che vorranno fornire il loro contributo per definire un nuovo modus operandi di interazione tra cittadini, politica e pubblica amministrazione, attraverso i 4 caposaldi del buon governo: diagnosi, pianificazione, esecuzione, valutazione. Vogliamo farla diventare una Fucina di Conoscenza ed Umanita’ per l’intero territorio.
Come ha augurato il nostro collega di team Salvatore Martino: “Sarà molto difficile dimenticare quanto è successo nel corso del 2020, ma possiamo fare molto perché quello che sta per aprirsi venga ricordato come l’anno della rinascita. Occorre mettere su cantieri, e iniziare da subito a costruire una nuova umanità!”
E possiamo farlo ognuno nel proprio ambito, nella propria citta’, nella propria comunità.

Che il 2021 sia l’anno del rilancio dell’intero Paese e non un giro di boa per tornare indietro.

E siamo giunti, così, alla fine di questo anno disastroso, che ha avuto tutti i connotati che non avremmo mai voluto dargli, e che, speriamo, abbiano fine allo scoccare della mezzanotte. La tentazione, in questo caso, sarebbe quella di elencare le cose gravi che questo 2020 ha comportato, ma non possiamo permettercelo, perché di lacrime di dolore e di tristezza ne sono stati distribuiti a iosa sull’intero Paese, e non solo. Dunque, non c’è da recriminare o piangerci addosso per quanto sta ancora accadendo, ma c’è, invece, da prendere coscienza e decidere seriamente di modificare gran parte dei nostri comportamenti e stili di vita. Per cui, se proprio c’è da stilare un bilancio, beh, per onestà, più che elencare i danni prodotti dalla pandemia, dovremmo ammettere che, in tutti questi mesi, una grande prova di compattezza e di solidarietà, come comunità, non l’abbiamo proprio data. Anzi, l’egoismo e la punta del naso hanno funzionato come metro e come confine dell’intelligenza e dell’agire. Infatti, anziché unire le forze e dare prova di grande coesione, molti hanno preferito pensare solo ai propri interessi, e guardare ai guai causati dalla pandemia, più che con responsabilità ed occhio umano, con i filtri della convenienza e della distanza. E mentre, nel Paese, c’è chi ha perso tutto ed è rimasto solo, le istituzioni la politica e buona parte della comunità continuano a comportarsi come se ne non stesse accadendo nulla di grave. E se, in questi mesi, molti hanno invocato e sperato in un miracolo per venire fuori dalla crisi profonda che sta dissanguando il Paese, questa volta, se vogliamo davvero che il nuovo anno nasca all’insegna della ripresa e del rilancio, il miracolo dovremo farlo noi, modificando radicalmente i nostri stili di vita, ristabilendo solidi legami con le persone che ci stanno attorno e, soprattutto, creando nel Paese quel clima di giustizia, di fiducia, e di solidarietà indispensabile ad un paese civile.
Bisogna, perciò, tornare a sentirci comunità viva e coesa, impegnata in una perentoria azione di cambiamento, altrimenti il futuro sarà come un film già visto, che continuerà a rassomigliare rovinosamente al passato. Questo è il pericolo che bisognerà assolutamente sconfiggere.

Tecné: smart grid per la rete elettrica

Nella riqualificazione dell’ex centrale Enel , la distribuzione dell’elettricita’ diventa ‘intelligente’. Nell’ambito del progetto ‘’Tecné’’ per la riqualificazione dell’ex centrale Enel di Rossano, l’uso delle ‘’tecnologie abilitanti’’ previste serve a raggiungere l’obiettivo di realizzare una sinergia tra energia elettrica-TIC-IoT anche attraverso l’utilizzo della fibra ottica, banda larga ed ultralarga.

Una rete elettrica intelligente, dunque, che consenta di risolvere ogni integrazione delle ‘’rinnovabili non programmabili’’, come l’eolico ed il solare, nella rete elettrica. Il forte afflusso di elettricità fortemente variabile non è più gestibile con i metodi convenzionali di bilanciamento della rete. Sono necessari, dunque, elementi di nuova flessibilità, ossia c’è bisogno di un sistema ‘’smart-grid’’, previsto dal progetto “Tecné”, e funzionale al più importante snodo di distribuzione di energia elettrica nell’Italia meridionale gestito da Terna, nell’area del sito dell’ex centrale Enel.

Le smart-grid sono una soluzione sostenibile ed efficiente che mantiene, costante ed in equilibio il ‘’flusso’’ dell’elettricità prodotta da fonti rinnovabili e ‘’tradizionali’’, e che sfrutta l’interconnessione dei consumatori per ottimizzare il loro utilizzo dell’energia erogata. Aiuta a superare non pochi problemi connessi con le reti energetiche tradizionali: il sempre piu’ alto costo dell’energia, i consumi che aumentano, l’inquinamento dell’ambiente. Poiché le smart-grid tengono conto dei consumi degli utenti per produrre energia elettrica in modo sostenibile, i costi saranno contenuti, aiutando a risparmiare, mentre gli utenti della rete saranno direttamente coinvolti nella gestione della distribuzione, quindi assumeranno maggiore comprensione dei propri sprechi e di quanto consumano.I meccanismi che regolano una smart-grid sono simili a quelli su cui si fonda la rete Internet, dove tutti gli utenti sono interconnessi tra di loro, ricevendo e inviando informazioni, fuori dal tradizionale schema di distribuzione da uno a molti. In sintesi, la rete elettrica del futuro, potrà garantire, così come è previsto dal progetto “Tecné”: fornitura dell’energia elettrica, accesso alle fonti di produzione rinnovabile, minori costi e minori emissioni di gas serra, notevole flessibilità, per venire incontro alle nuove esigenze dei consumatori.

Il sistema smart-grid è in sinergia con lo ‘’storage’’, ovvero accumulo di energia autoprodotta dalle fonti rinnovabili, secondo due modelli di business che possono essere raggruppati in due filoni: front-of-the-meter (lato rete, applicazioni centralizzate), e behind-the-meter (lato utente, applicazioni distribuite).

Domenico Campana, project lead Tecné

Le meraviglie della Sila Greca su turismo.it de La Stampa

E’ dal 2018 che Corigliano e Rossano sono diventate un’unica realtà, trasformandosi nel comune più esteso della regione Calabria e il terzo per numero di abitanti. Ci troviamo in provincia di Cosenza, e i più conoscono Rossano per la celebre fabbrica di liquirizia Amarelli, vanto tutto italiano: testi scientifici, infatti, hanno riconosciuto la radice di liquirizia che cresce in queste zone come la migliore in assoluto ed oggi i prodotti a base di liquirizia della Amarelli sono commercializzati in tutti il mondo. La storia ha avuto inizio nel 1731 e se ne possono scoprire tutte le varie tappe e curiosità al Museo della Liquirizia Giorgio Amarelli. Il territorio circostante è ricco di contrasti affascinanti, incastonato com’è tra i monti della Sila e la costa ionica in un susseguirsi di aspre montagne selvagge a cui si contrappongono i dolci litorali di sabbia fine alternata a ciottoli. La grande varietà di paesaggi  tra verdi vallate, corsi d’acqua e scorci suggestivi e la presenza di diverse specie di animali rendono il Parco Nazionale del Pollino e quello della Sila le destinazioni perfette per chi ama le attività outdoor come trekking o biking. Non solo quindi turismo balneare, ma la possibilità di accontentare anche gli escursionisti più esigenti. A tutto questo si aggiungono le attrazioni storico artistiche che rendono Corigliano Rossano una destinazione da visitare.

 

Dalla Vergine Achiropita al libro liturgico Patrimonio Unesco
Basti pensare che da qui sono passati romani, bizantini, normanni e spagnoli dopo gli Enotri, una popolazione pre romana, insediatasi oltre 3000 anni fa: a loro si deve la fondazione di Rossano, nota per essere stata anche un importante centro politico-amministrativo dell’impero di Bisanzio e per questo conosciuta con l’appellativo de “La Bizantina”. In molti, però, la chiamano anche la Ravenna de Sud grazie alla presenza di numerose testimonianze artistiche ed architettoniche disseminate nel centro storico. Oltre ai tanti palazzi gentilizi a spiccare è la splendida Cattedrale di Maria Santissima Achiropita, risalente all’XI secolo. La pianta presenta tre navate e tre absidi e tra le sue caratteristiche più interessanti ci sono la torre campanaria, il fonte battesimale, il portale originario e i tetti lignei a cassettoni. In una quarta navata si trovano 4 cappelle settecentesche con decori tardo barocchi. La chiesa è stata eretta intorno all’affresco della Vergine Achiropita (il cui significato vuol dire “non dipinta da mano umana” ) che si trovava incastonato su una colonna intorno alla quale è stato costruito un altare neo gotico del XV secolo. Leggenda vuole che l’icona, raffigurante la Madonna che regge con il braccio sinistro Gesù Bambino, sarebbe apparsa miracolosamente su una pietra durante i lavori di costruzione dell’edificio.

 

Altro prezioso gioiello della Cattedrale, custodito nell’attiguo Museo Diocesano, è il Codex Purpureus Rossanensis, un evangleario greco miniato risalente al VI secolo e composto da 188 fogli di pergamena purpurea contenenti i Vangeli di Matteo e Marco ed una lettera di Eusebio a Carpiano. Ad arricchire il libro liturgico i testi vergati in oro ed argento e 15 miniature che illustrano episodi della vita di Gesù. E’ stato rinvenuto nei locali della sacrestia nel 1879, ma venne portato a Rossano probabilmente da qualche monaco in fuga dall’oriente, durante l’invasione degli arabi intorno al X secolo, costituendo oggi la testimonianza più rappresentativa e preziosa di Rossano “la Bizantina” e probabilmente il Vangelo miniato più prezioso del mondo, tanto da essere inserito, nel 2015, tra i 47 nuovi documenti del Registro della memoria mondiale del Patrimonio Unesco. Fino al 10 agosto il Museo accoglie la mostra “AchromatiCO VIDet” di Maria Credidio, artista cosentina che propone un viaggio profondo ed essenziale compiuto nel lungo periodo del lockdown. Sono esposte circa venti creazioni basate sulla valenza spirituale del cerchio e su una rigorosa monocromia che sono pronte a dialogare con gli oggetti d’arte antica custoditi nel Museo, per mostrare la voglia di continuo dialogo e di convivenza tra la bellezza del nostro passato e quella racchiusa nei nuovi linguaggi artistici del presente.

Le altre architetture di Rossano da non perdere
L’Oratorio San Marco è stato eretto durante il momento di maggiore splendore di Rossano, quando si avvertì l’esigenza di costruire una basilica per i numerosi eremiti che dimoravano nella Sila. Risulta essere il massimo esempio di architettura sacra bizantina anteriore all’Anno Mille tra i meglio conservati in Italia, e si mostra con un chiaro influsso orientale grazie alla pianta a croce greca con cinque cupole. La facciata orientale è adornata da tre absidi semicircolari, con piccole bifore in alto. Interessanti sono anche la Chiesa di San Nilo, del XV secolo, dedicata al Santo Patrono di Rossano, venerato sia dalla chiesa cattolica che da quella ortodossa, e la piccola Chiesa della Panaghìa, altro esempio di architettura religiosa bizantina che conserva tracce di antichi affreschi. Quest’ultima è  ubicata al centro di Rossano e all’esterno presenta pareti dalla linea sobria che contrastano piacevolmente con la singolare decorazione a spina di pesce dell’abside.

La Torre Normanna di avvistamento Sant’Angelo si erge a circa 150 metri dal mare ed è un esemplare di architettura fortificata edificato nel 1543 utilizzando i resti dell’antico Arsenale di Thurio che sorgeva al suo posto. Aveva la duplice funzione di avvistamento e di protezione del territorio dalle incursioni nemiche: particolarmente interessante è la struttura, semplice ed essenziale priva di qualsiasi forma decorativa, ad eccezione delle numerose feritoie che si trovano lungo le pareti della struttura. La caratteristica principale è la pianta stellare con quattro bastioni a punta di diamante ed oggi, dopo attenti lavori di restauro, è sede di mostre d’arte, convegni, rappresentazioni che si tengono nel periodo estivo.

Corigliano, non solo il Castello 
Anche Corigliano, conosciuta per la sua frazione marinara di Schiavonea che ospita una delle più grandi spiagge della Calabria, è impreziosita da pregevoli testimonianze del suo passato storico. Si presenta come un grazioso borgo arroccato su una collina, ricco di angoli suggestivi e scenografici dati dalla presenza di numerose botteghe di artigianato e da beile strutture architettoniche. Dotata di un fascino unico é la Chiesa di Sant’Antonio da Padova, costruita nel XV secolo e annessa al vicino convento francescano: spicca per la bellissima cupola con una volta rivestita da magnifiche maioliche gialle e azzurre e per diversi dipinti di grande pregio conservati al suo interno. Collegata allo stesso convento anche la Chiesa di San Francesco da Paola, in stile romanico. L’attenzione dei visitatori, però, si focalizza sopratutto sull’imponente Castello Ducale, uno tra i più belli e meglio conservati dell’Italia meridionale, come testimoniano il Salone degli Specchi, la Sala da Pranzo, la Cappella di Sant’Agostino, le Cucine ottocentesche e i grandi saloni affrescati dove vengono organizzati eventi. Posto a dominare da oltre sette secoli la piana di Sibari, è stato modificato diverse volte ed oggi è sede della Biblioteca della Magna Grecia, del Museo dell’Immagine ovvero l’Archivio Sanseverino-Saluzzo-Compagna.

(da: https://www.turismo.it/cultura/articolo/art/le-meraviglie-della-sila-greca-a-corigliano-rossano-id-22392/). Immagini per gentile concessione di Nilo Domanico.

Corigliano-Rossano, baricentro del territorio tra il Crati e il Trionto

Tutte le grandi civiltà e le città simbolo del passato sono sorte sulle rive di fiumi. Tra il Tigri e l’Eufrate quella Mesopotamica, sulle rive del Nilo quella Egizia, Roma sul Tevere, Londra sul Tamigi. L’acqua è Fonte di Vita e da sempre Fonte di Progresso e Civiltà. Ora, con le dovute proporzioni, credo fermamente che una città che si trovi allocata tra le sponde di due tra i maggiori fiumi della Calabria, non possa non avere le potenzialità di primeggiare in una Regione come la nostra, dove i “competitors” non sono molti e non sono granché attrezzati.
Cosa erano Corigliano e Rossano prima della fusione?
Erano due città con una loro storia anche nobile ed antica e fungevano da poli attrattori, la prima verso la Piana di Sibari ed i Paesi Arbëreshë, la seconda verso i Paesi interni della montagna silana e della costa jonica. Ma in questa fase, purtroppo, questa grande città tra il Crati ed il Trionto, invece di moltiplicare l’effetto attrattivo che ha sempre svolto sul territorio, si sta concentrando a guardarsi la punta dei piedi ed a monitorare gli “spostamenti di truppe” che attraversano il Cino in un senso o nell’altro ed a rimontare il lenzuolo al Patire. Atteggiamenti molto infantili instillati da comportamenti poco lungimiranti e senza una visione d’insieme. Brutte abitudini che dovrebbero essere accantonate, evitando polemiche da “gafio” che servono soltanto ad alimentare il proprio ego.
Diamo vita ad una “Città Nuova” che utilizzi tutte le sue potenzialità, dai beni comuni, civici, demaniali, alle risorse idriche ed montane che la natura ci ha donato. In aggiunta alle risorse “artificiali” già presenti sul territorio come il Porto ed il Polo Energetico ed Industriale (forse il più esteso della Calabria). Per non parlare dell’agricoltura che di certo sta vivendo una stagione triste, ma per il semplice fatto che non vi è la necessaria cooperazione e visione d’insieme. Un comparto che viene vissuto più come una competizione sul chi “arraffa” di più e non come un blocco unitario che si ponga unito e forte sul mercato internazionale. Ed invece, al momento, a parti rari casi, è solo capace di svendere i nostri prodotti alle grandi catene di distribuzione.
Per non parlare del Turismo. Perché invece di essere a rimorchio della costa tirrenica, favolosa ed incantevole anche quella, non ci agganciamo al treno della Magna Grecia e di Matera? A conti fatti si impiega meno tempo per raggiungere Matera che non Reggio Calabria. Immaginate un “pacchetto turistico” che in una settimana porti un turista da Matera a Corigliano Rossano (patrimonio Unesco), tra il filo rosso dei Castelli Federiciani di Roseto Capo Spulico e Castel del Monte, per passare dai meravigliosi Parchi Naturali della Sila e del Pollino, per infine andare a divertirsi all’Acquapark di Rossano, senza contare la visita al Museo del Codex o quello di Amarelli (il secondo museo industriale più visitato in Italia, dopo quello della Ferrari). La politica si concentri sulle battaglie prioritarie per questo territorio che sono prima di tutto la creazione di un asse infratturale dei trasporti, stradali, ferroviari e navali. Non ci si accontenti di una semplice bretella che colleghi la nostra città all’autostrada, ma bisogna pretendere invece che la Nuova SS 106 colleghi il Terzo Megalotto sino a Crotone. Alziamo il tiro, con fierezza ed orgoglio, non stiamo continuamente a pietire una sempre piu’ misera elemosina. Il Porto, già esistente ma mai per davvero implementato, diventi baricentro degli scambi commerciali nel Mediterraneo. In questo quadro diventa fondamentale e necessario un cambio di passo dei “decision makers”, i quali, invece di rincorrere “monocraticamente” solo le emergenze dovrebbero concentrarsi di più sulla Visione della Città Nuova, dovrebbero “fare squadra” attivando tutte le risorse intellettuali, di conoscenza, di esperienza, di capacità comprovate, siano esse sotto forma di singoli o di entità rappresentative delle diverse forze produttive, sociali e culturali e riunirle attorno ad un Tavolo Permanente, magari senza usare il Manuale Cencelli, per produrre visioni, progettualità, idee. Insomma come si dice adesso “fare network”.
Possibile che non si riesca davvero a percepire il tesoro che abbiamo tra le mani e la politica si perda davvero tra logiche di bassa lega, veti incrociati donando spazi e postazioni a gente incompetente, senza valore e senza visione? Se così è allora davvero siamo una terra maledetta, ma non per colpa degli altri, bensì per propria sciagurata scelta.
Nilo Domanico, ingegnere

Tecné per Enel (ex Rossano) un modello virtuoso rimasto nel cassetto?

La relazione tecnica illustra la proposta di riqualificazione della Centrale Enel di Rossano e rappresenta la sintesi del lavoro tecnico-scientifico svolto da docenti dell’Università della Calabria e ricercatori del CNR. Una proposta tenuta nel cassetto che necessita di essere aggiornata alla luce del nuovo contesto territoriale, venuto a crearsi per effetto della fusione di Corigliano Calabro e Rossano.

Parliamo della terza città della Calabria posizionata in un’area strategica che potrebbe diventare un vero e proprio acceleratore per l’intero Mezzogiorno. Nel frattempo, si è palesato l’interesse di investitori che potrebbero attuare il modello di sviluppo proposto, mediante una strategia win-win che pone in equilibrio l’interesse pubblico e quello privato. Sarebbe non solo un’occasione di rilancio delle attività produttive, ma un importante progetto-bandiera per un nuovo sistema di coesione territoriale e sociale.

Gli strumenti a servizio degli stakeholders coinvolti a tutti i livelli potrebbero essere la “Fondazione di Comunità” e il “modello dei costi standard” sul quale misurare l’efficacia e l’efficienza della pubblica amministrazione. Le fondamenta di una nuova città, infatti, non possono prescindere da strumenti ottimali di pianificazione e da un sistema collaborativo incentrato sul bene comune.

Buona lettura,

Giuseppe F. Zangaro, lead-project manager Tecn-é

LINK AL DOCUMENTO: Tecn-é_relazione tecnica 20 10 2016