CULTURA · COLLANA RICERCHE · UNIVERSITÀ DELLA CALABRIA
Sette anni dopo l’ultimo volume, la collana di archeologia del Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università della Calabria torna in libreria con due studi: la tomba delle Iscrizioni di Tarquinia di Filippo Trotta e il pianoro I del Timpone della Motta di Luciano Altomare. In co-edizione con conSenso publishing.
di laCittanuova · ⏱ Tempo di lettura: 4 minuti
Una tomba in cui non si può più entrare. Un pianoro che si percorre a piedi, con lo sguardo a terra. Da questi due luoghi ripartono gli studi di archeologia dell’Università della Calabria. Sulle pareti della prima bisogna ritrovare ciò che il tempo ha cancellato; sul terreno del secondo bisogna leggere ciò che il tempo ha lasciato in superficie. Sono due esercizi opposti dello stesso mestiere: guardare con pazienza.
Li raccontano due libri appena usciti nella Collana Ricerche del Dipartimento di Studi Umanistici, diretta da Paolo Brocato. Il volume XVII è La tomba delle Iscrizioni di Tarquinia di Filippo Trotta. Il volume XVIII è Archeologia del paesaggio enotrio. Il pianoro I del Timpone della Motta a Francavilla Marittima di Luciano Altomare.
Tarquinia, la tomba delle diciotto iscrizioni
La tomba delle Iscrizioni fu scoperta nel 1827 nella necropoli dei Monterozzi, patrimonio Unesco dal 2004. Risale a circa il 520 a.C. e deve il nome a diciotto iscrizioni dipinte accanto ai personaggi raffigurati. È un caso unico nella pittura etrusca del VI secolo, e ha restituito i nomi di membri delle famiglie aristocratiche della città. Sulle pareti c’erano anche tre finte porte: da qui i nomi, oggi desueti, di tomba delle Quattro Porte e delle Camere Finte.
Di quegli affreschi resta pochissimo, e la tomba, per le sue condizioni strutturali, non è più accessibile. Trotta è partito da qui. Ha rintracciato e confrontato tutte le riproduzioni grafiche e fotografiche prodotte dall’Ottocento in poi, alcune inedite, e le ha incrociate con le descrizioni di studiosi e viaggiatori. Con un’autorizzazione eccezionale della Soprintendenza ha poi realizzato nuove fotografie e nuovi rilievi. Ne sono nate una ricostruzione del programma pittorico e una nuova lettura delle scene, compresa quella dell’offerta del pesce, a lungo ritenuta enigmatica.
Il libro nasce dalla tesi di specializzazione in Etruscologia che Trotta discusse a Bari nel 2018, relatore lo stesso Brocato. Nella presentazione, il direttore della collana lo definisce «l’edizione di riferimento più completa sull’argomento».
Francavilla Marittima, il pianoro letto reperto per reperto
Il Timpone della Motta, a Francavilla Marittima, è da anni al centro della ricerca sulla Sibaritide. La necropoli di Macchiabate e l’area sacra hanno attirato studiosi e, purtroppo, scavatori clandestini. Più di recente l’attenzione si è spostata sulle aree di abitato, a lungo le più trascurate.
Altomare ha studiato le evidenze di superficie del pianoro I, uno dei principali terrazzi dell’insediamento. Lo studio è stato realizzato nell’ambito del progetto PRIN PNRR 2022 «OPERA» e si basa sui dati raccolti nella campagna di settembre e ottobre 2019. Ogni reperto è stato geolocalizzato uno per uno. Ne risulta una mappa ad altissima risoluzione delle distribuzioni dei materiali, letta con analisi statistico-spaziali e mappe di densità.
Il terreno, però, non è una pagina bianca. Sul pianoro sono passati l’acquedotto dell’Eiano nel 1959, i lavori agricoli dagli anni Sessanta agli Ottanta, il cosiddetto antiquarium nel 1991. La ricerca ha dovuto separare le tracce antiche dalle interferenze moderne. Ne emerge il pianoro I come parte attiva dell’insediamento enotrio, dentro le sue relazioni con il mondo greco.
La Collana Ricerche riprende il cammino
La Collana Ricerche è nata nel 2008 con il volume di Armando Taliano Grasso sul santuario della kourotrophos a Kyme eolica. Il sedicesimo volume, nel 2019, era dedicato al Codex Purpureus Rossanensis. Dopo sette anni la serie riparte con due monografie stampate tra luglio e settembre 2026. I volumi sono usciti con il contributo del Dipartimento e in co-edizione con conSenso publishing di Corigliano-Rossano.
Nella presentazione del volume di Trotta, Brocato ricorda che, nonostante la riduzione degli insegnamenti di archeologia nell’ateneo, l’attività scientifica prosegue con le pubblicazioni e con le ricerche sul campo.
Ciò che scompare si può ancora ricostruire; ciò che affiora si può ancora leggere. Serve qualcuno disposto a farlo, e a scriverlo.
I due volumi sono disponibili sul sito di conSenso publishing.



